Quattro giornate intense dedicate alla cultura del vino con una platea internazionale e tante eccellenze. Vi raccontiamo com’è andata la più importante fiera italiana del vino
Si è appena conclusa la 57esima edizione del Vinitaly, la più importante fiera internazionale del vino in Italia, che ha visto protagonisti produttori, buyer, sommelier, giornalisti, esperti e winelover del settore da tutto il mondo.
La manifestazione di quest’anno ha messo in luce l’eccellenza vinicola italiana e le nuove tendenze del settore, tra sostenibilità, vitigni autoctoni e innovazione enologica. Con oltre 4.000 espositori e 97.000 visitatori, Vinitaly 2025 si è riconfermato il punto di riferimento per il mondo del vino italiano.
Dopo quattro giorni intensi di degustazioni e incontri, ecco i 20 consigli secondo noi interessanti. Una (nostra) selezione che rappresenta solo una parte delle esperienze vissute nei giorni del Salone veronese, testimonianza della ricchezza culturale e della varietà del patrimonio vitivinicolo italiano. Tra i suggerimenti anche un libro e due ristoranti imperdibili a Verona.
Dalle terre dell’Amarone il nuovo vino della famiglia Tedeschi
GA.RY è il nuovo vino in cui la Garganega (84%), vitigno simbolo della tradizione vitivinicola veronese, incontra l’eleganza del Riesling Renano (6%) e la morbidezza e la struttura dello Chardonnay (10%). La firma è quella della famiglia Tedeschi che accoglie tra i suoi vini questa novità nonostante la storia dell’azienda sia legata alla produzione dei grandi vini rossi della Valpolicella. La nuova etichetta è stata presentata in una cena esclusiva all’interno della Biblioteca Capitolare di Verona. Info: www.tedeschiwines.com
Vecchie Terre di Montefili
L’etichetta Anfiteatro proprio al Vinitaly ha celebrato i 50 anni di produzione con una mini verticale (2000, 2015, 2017 e 2018). L’azienda Vecchie Terre di Montefili si trova sulla sommità della collina panoramica di Monte Fili, nel comune di Greve in Chianti, a cavallo di due UGA (Unità Geografica Aggiuntiva) del Chianti Classico: Panzano e Montefioralle. Info: montefiliwines.com
Dall’Abruzzo il Montepulciano “Cinque” di Di Sipio
Un prodotto speciale, frutto di annate particolarmente fortunate e giudicate eccellenti dall’enologo: nasce così “Cinque” dell’azienda Di Sipio che affina 5 anni prima di essere commercializzato. Da uve Montepulciano d’Abruzzo è un omaggio al tempo, alla terra e alla passione della famiglia abruzzese che ha fondato la cantina nel 200. Per l’annata 2017, di Cinque sono state prodotte soltanto 1.498 bottiglie, ognuna numerata. Info: www.disipiowine.com

La Sicilia punta tutto sul Grillo, qui la riserva neonata di Casa Grazia
Zahara Riserva Grillo 2023 Sicilia DOC è il nuovo vino dell’azienda di Maria Grazia Di Francesco Brunetti a Gela, un vino che fa del vitigno più conosciuto della Sicilia la propria bandiera in questa versione che affina sur-lies 16 mesi e che viene prodotta in 3.300 bottiglie. Le vigne si trovano nel territorio della Riserva Naturale Orientata del Lago Biviere. Info: casagrazia.com

Metodo Classico di Moser
La Cantina Moser, nata nel 1979 dalla visione e dall’esperienza di Francesco e Diego Moser, oggi è guidata da Carlo e Matteo Moser. La selezione di Metodo Classico utilizza uve Chardonnay e Pinot Nero provenienti dala collina di Trento e la Valle di Cembra ma qui consigliamo il Brut Nature, Chardonnay in purezza che affina per 60 mesi sui lieviti. Info: mosertrento.com
Pomario, Arale!
Giacomo e Susanna Spalletti Trivelli hanno scelto Pomario come luogo del loro “buen retiro” in Umbria dal 2004 e la poesia del luogo e la bellezza dei vigneti si riscontrano nei vini. Qui vi raccontiamo di Arale 2023 (prodotto sin dal 2009) in sole 3500 bottiglie da uve Trebbiano e Malvasia. Info: pomario.it
La Gran selezione di Montemaggio
Una vera e propria Fattoria di 70 ettari che si trova nel Comune di Radda in Chianti. Qui la proprietaria Valeria Zavadnikova e la responsabile della Fattoria Ilaria Anichini portano avanti questo progetto che racchiude tutte le qualità della terra da cui viene prodotto. Il Chianti classico Gran selezione di Montemaggio 2015 proviene da vigneti ad alberello. Info: www.montemaggio.com

Ugolini
Nella Valpolicella Classica, Ugolini sviluppa la singolarità del terroir Valle di Fumane con alcuni specifici cru. Qui vi raccontiamo il Pozzetto Valpolicella Classico, vinificato con semplicità e quindi in solo acciaio. Il vino più schietto dell’azienda: frutto, freschezza e tradizione, le parole chiave. Info: www.ugolinivini.it
Novità da San Felice
P#327 Brunello di Montalcino Docg, da una singola particella di Sangiovese, è il nuovo vino dell’azienda San Felice ideato dall’enologo Leonardo Bellaccini. Annata 2020 si aggiunge al celebre Brunello di Montalcino della Tenuta Campogiovanni. Info: www.sanfelice.com
Castello di Grumello
Da uve merera per un racconto nel calice che sorprende e con grandissima capacità di beva. L’azienda di Angelo e Daniel Gotti si trova in provincia di Bergamo ed è stata la prima a credere in questa uva del territorio pressochè scomparsa (primo anno di commercializzazione 2018). Viene utilizzato il tappo a vite sulle 3.500 bottiglie prodotte. Info: www.castellodigrumello.it
Vallepicciola
Tra le colline del Chianti Classico si riscopre dai libri di storia la Val di Picciola dove nasce l’azienda della Famiglia Bolfo. Qui vi consigliamo il Chianti Classico 2021 dove il Sangiovese ben si racconta anche grazie a un’annata particolarmente favorevole. 18 euro in enoteca, un affare. Info: www.vallepicciola.com

Pignatuni
Questo Cru da vecchie vigne della famiglia Statella racconta un angolo di Etna con una visione ben chiara. 95% Nerello mascalese e 5% altre uve bianche e nere autoctone già presenti in vigna che si trova in contrada Pignatuni, sui resti di un antico vulcano risalente a circa 60.000 anni fa (ancora prima dell’attuale Etna). Info: www.stilvino.it

Grignolino super star di Mura mura
Il Garibaldi della bella azienda di Guido Martinetti e Federico Grom è un Grignolino d’Asti che vuole prendersi la rivincita sulla qualità della denominazione e del territorio. Piacevolezza e freschezza di beva lo rendono una sorpresa per chi lo incontra per la prima volta e una certezza per chi lo conosce già. Info: www.muramura.it
Guado al Tasso
Un grande classico questo della cantina Antinori che è un omaggio alla famiglia Della Gherardesca, un tempo proprietaria della tenuta. Al Vinitaly l’assaggio della 2022 dal classico blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc. L’annata in generale non è stata delle migliori per via delle temperature a volte eccessive ma Guado al Tasso porta con sé sempre la tanta eleganza ed il frutto che contraddistingue i vini di Bolgheri. Info: www.antinori.it
Ca ‘Rugate ed il Vermouth di Amarone di Valpolicella
L’azienda della famiglia Tessari guarda al futuro con nuovi progetti di promozione del territorio nel rispetto della biodiversità e della sostenibilità ma senza perdere l’attenzione al passato. La cantina a Montecchia di Crosara e l’esposizione di circa 150 strumenti e attrezzi usati dalle quattro generazioni che si sono succedute in questo secolo di attività vitivinicola ne sono la dimostrazione. Qui segnaliamo il Vermouth di Amarone di Valpolicella (4.000 bottiglie), il primo ad essere prodotto dal vino rosso più famoso del veneto e dedicato alla figura storica e agli studi erboristici di Don Luigi Zocca. Info: www.carugate.it

Morellino di Scansano
Qui vi raccontiamo non un vino in particolare ma una denominazione che proprio di recente ha avuto l’approvazione anche per la menzione Superiore che andrà ad arricchire la proposta del Morellino di Scansano e che si caratterizzerà per una resa più bassa e un affinamento prolungato. 63 i vini di Annata e Riserva presentati al Vinitaly e alcuni di questi abbinati in delle degustazioni, organizzate insieme al Consorzio Maremma, ai tortelli maremmani. Info: www.consorziomorellino.it
Niente solfiti ma estratti ricavato dai fiori di castagno, ecco Chestwine
Il settore vitivinicolo è in continua evoluzione, con una crescente attenzione verso metodi di produzione più naturali e sostenibili. In questo scenario si inserisce Chestwine che abolisce i solfiti e li sostituisce con un estratto naturale ricavato da sottoprodotti del castagno. Tra le aziende che hanno presentato i primi vini al Vinitaly San Simone di Brisotto, Fattoria Le Pupille, Santa Lucia e San Valentino.

Nuovi orizzonti di Villa Bucci
Villa Bucci non era al Vinitaly ma come non si può non parlare di questa cantina che ha fatto la storia del Verdicchio? Ci hanno pensato Cinzia Benzi, Francesca Brambilla e Serena Serrani che hanno presentato per la prima volta il nuovo libro dedicato all’azienda che oggi fa parte del gruppo Oniwines. Da leggere senza fretta degustando il celebre Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC. Info: https://amzn.to
Ristorante Tapasotto, Verona
Locale moderno e informale, servizio veloce e accurato con la possibilità di entrare senza prenotazione e gustare cicchetti e vini scelti con rigore e attenzione. Un format innovativo dove si respira una bella aria nel centro di Verona. A dare vita al locale, Giancarlo Perbellini e Federico Zonta che si muove anche tra i tavoli a chiacchierare con i commensali e ad aprire bottiglie quando occorre. Si trova in Galleria Pellicciai 12. Info: www.tapasotto.com
Antica Bottega del Vino
Avevamo già scritto del luogo più iconico di Verona, soprattutto durante il Vinitaly (qui l’articolo completo). L’Antica Bottega del Vino, gestita dalle Famiglie Storiche dell’Amarone, è il luogo di ritrovo per eccellenza subito dopo la chiusura della fiera ma ovviamente è aperta tutto l’anno. Carta dei vini invidiabile e menu goloso e tradizionale. Aperta tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte (e anche oltre). Vicolo Scudo di Francia, 3. Info: bottegavini.it















